Alla ricerca di Leonardo
Dal 14 Novembre 2011.
Sono in corso le indagini sulla "Battaglia di Anghiari": la ricerca sul dipinto perduto di Leonardo compie dei passi avanti importanti.
Once s.r.l. è l'agenzia di riferimento territoriale che supporta la ricerca scientifica in corso per conto di National Geographic Society.
3 Dicembre 2011.
Proseguono i lavori di ricerca del Capolavoro perduto di Leonardo.
La vicenda che ha suscitato tanto interesse, nel corso dei secoli, giunge ora alla sua fase operativa più importante.
Dalle tracce rinvenute, si è ritenuto utile proseguire nelle indagini in modo da approfondire lo studio della parete vasariana interessata.
01 marzo 2012.
La Ricerca della "Battaglia di Anghiari" di Leonardo da Vinci, che vede coinvolti in una straordinaria collaborazione National Geographic Society, il Comune di Firenze ed Università della California, San Diego (UCSD), diventa un film-documentario.
Per presentare i risultati delle riprese effettuate durante lo scorso novembre, nel periodo clou delle ricerche nel Salone dei Cinquecento, il 12 marzo il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, insieme al Vice President di National Geographic, Terry Garcia, terranno una conferenza stampa in Palazzo Vecchio.
7 marzo 2012.
Lunedì prossimo, 12 marzo, alle 12.30 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, verranno presentati i risultati della ricerca della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci.
Durante la conferenza stampa, organizzata per i giornalisti, per i cittadini e per tutti gli addetti ai lavori, saranno presenti ed interverranno il sindaco Matteo Renzi, il Vicepresidente esecutivo della National Geographic Society Terry Garcia, l’Ingegner Maurizio Seracini, direttore della ricerca (UCSD) e la Sovrintendente Cristina Acidini.
Per partecipare all'evento in modo attivo, sottoporre domande e curiosità, contattateci tramite i nostri social network.
Facebook: Once Extraordinary events; Twitter: Onceevents
9 marzo 2012.
Forte suspense per uno dei più grandi misteri della storia dell’arte di tutti i tempi che, dopo cinque secoli, potrebbe essere vicinissimo alla soluzione.
Lunedì, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, saranno presentati alla stampa internazionale i risultati dell'indagine condotta alla scoperta della "Battaglia di Anghiari", il celebre dipinto di Leonardo da Vinci forse celato dietro la "Battaglia di Scannagallo" del Vasari. Il progetto di ricerca è coordinato dal professor Maurizio Seracini, uno dei massimi esperti al mondo di Leonardo, insieme a National Geographic Society, Comune di Firenze e Opificio delle pietre dure. Alla conferenza stampa saranno presenti il sindaco Matteo Renzi, il vicepresidente esecutivo della National Geographic Society Terry Garcia, l’ingegner Maurizio Seracini e la sovrintendente Cristina Acidini.
12 marzo 2012.
Si è appena conclusa la conferenza stampa per la presentazione dei risultati ottenuti dalle indagini sulla parete Est del Salone dei Cinquecento.
La controversa ricerca della "Battaglia di Anghiari", condotta dall'Ing. Seracini nel corso degli ultimi mesi, ha compiuto oggi un ulteriore passo avanti.
Davanti ad una platea che ha visto riunita la stampa internazionale, il sindaco Matteo Renzi, l'executive Vice President di National Geographic Terry Garcia e l'Ing Seracini, sono intervenuti per in merito ai risultati delle analisi sui materiali raccolti durante le indagini del novembre 2011.
Durante la conferenza stampa sono state elencate una serie di prove a favore della presenza di resti pittorici, dietro la parete Est di muratura del Salone dei Cinquecento.
1) le analisi chimiche sono state condotte su un campione contenente un materiale nero. Il materiale trovato dietro la parete vasariana mostra una composizione chimica simile ad un pigmento nero trovato nelle velature marroni della “Monna Lisa” di Leonardo da Vinci e “San Giovanni Battista”. Questi risultati sono stati esposti in una pubblicazione scientifica voluta dal Louvre, in seguito allo studio ed alle analisi sui dipinti del Da Vinci in possesso del museo parigino.
2) Sono stati ritrovati frammenti di un materiale rosso: dalle analisi, pare si possano identificare con un materiale organico, che potrebbe essere associato a lacca rossa. Il significato di questa scoperta è dovuta al fatto che difficilmente si potrebbe trovare questo tipo di materiale in una parete intonacata normalmente.
3) Gli indizi visivi ottenuti grazie alle immagini prodotte durante l'analisi endoscopica (e grazie ad una sonda con video ad alta definizione) suggeriscono che il materiale beige che si vede, sul muro originario, può essere stato applicato solamente tramite un pennello.
4) Il gruppo di ricerca ha confermato l'esistenza di una intercapedine, identificata originariamente grazie alle analisi radar condotte nel Salone dei Cinquecento, tra il muro di mattoni - sul quale il Vasari ha dipinto il suo affresco - ed un muro retrostante. Questo ritrovamento suggerisce che Vasari possa aver preservato il capolavoro di Leonardo da Vinci costruendo un muro davanti al punto in cui esso era situato. Nessun altro punto del Salone presenta questo tipo di intercapedine.
Le immagini della ricerca sono ora disponibili: 11 foto scattate da Dave Yoder, tra il novembre ed il dicembre 2011.
La ricerca è stata condotta dalla National Geographic Society e della Università della California San Diego, Centro di scienze interdisciplinari per l'Arte, Architettura e Archeologia (CISA3), in collaborazione con il Comune di Firenze. Il lavoro, svolto nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, è stata completata in collaborazione con la Soprintendenza fiorentina per i Beni Culturali e l'Opificio delle Pietre Dure, il centro italiano di restauro d'arte, con sede a Firenze.
Didascalie per le foto:
1) Lo strumento endoscopio e di campionamento utilizzato per studiare l'intercapedine dietro il muro Vasari in Palazzo Vecchio.
2) Uno strumento di campionamento in procinto di essere collocato nella parete del Vasari, in Palazzo Vecchio per estrarre il materiale per l'analisi;
3) Maurizio Seracini, membro di National Geographic Society (primo piano) e il suo team mentre osservano le immagini raccolte dall'indagine endocopica dietro il muro del Vasari;
4) l'inserimento dell'endoscopio nel muro del Vasari per trovare i segni dell'affresco perduto di Leonardo "La Battaglia di Anghiari", in Palazzo Vecchio;
5) Terry Garcia della National Geographic Society (a sinistra), il responsabile del progetto Leonardo Maurizio Seracini (al centro) e il sindaco di Firenze Matteo Renzi si incontrano sul ponteggio accanto all'affresco del Vasari in Palazzo Vecchio.
6) Un restauratore dell'affresco discute a proposito del lavoro compiuto nel progetto Leonardo con il sindaco di Firenze Matteo Renzi, mentre lo scienziato Maurizio Seracini osserva;
7) Esempio di campioni raccolti con una sonda endoscopica dalla parete originale nella Sala del Vecchio Palazzo della 500, dietro l'affresco delVasari;
8) Un foro di 10 mm è stato creato in corrispondenza di un frammento distaccato di vernice dell'affresco del Vasari rimosso dai restauratori, mantenendo la zona circostante in sicurezza. Il punto di ingresso si trovava in corrispondenza di una crepa già esistente nellaffresco del Vasari;
9) Un'immagine endoscopica dell'intercapedine che è stato confermato esistere tra il muro originale del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio e il muro su cui è stato dipinto l'affresco delVasari;
10) L'immagine endoscopica di materiale nero identificata dietro l'affresco del Vasari. I test indicano che la composizione chimica dei campioni è simile al pigmento nero ritrovato nella composizione degli smalti marroni presenti nei dipinti la "Gioconda" e il “San Giovanni Battista", basati sul confronto con i dati pubblicati dal Louvre nel 2011;
11) Un'immagine endoscopica di quello che sembra essere una sostanza rossa presente sulla superficie del muro originale del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dietro l'affresco del Vasari.
Per la stampa è stato, inoltre, istituito un ftp dal quale scaricare le foto della ricerca ed il promo del film-documentario, girato e prodotto da National Geographic Society, riguardante la ricerca. http://press.nationalgeographic.com/downloads/anghiari (user name: press / password: press).
Comunicato stampa post conferenza, Comune di Firenze:
Battaglia di Anghiari, trovate tracce di colore nero analogo a quello della Gioconda
Svelati i risultati della ricerca. Renzi: “Il ministero ci autorizzi a proseguire”
Un’intercapedine di 3, 4 centimetri all’interno della quale sono stati rinvenuti frammenti di materiale rosso e soprattutto un campione di colore nero che è analogo ai pigmenti neri delle velature della Gioconda. Questi i più importanti risultati della ricerca della Battaglia di Anghiari, capolavoro leonardiano perduto, condotta dietro l’affresco della Battaglia di Scannagallo del Vasari, lungo il pannello destro della parete est del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
Il progetto di ricerca è stato guidato dalla National Geographic Society e dal Centro scientifico interdisciplinare per l’arte, per l’architettura e l’archeologia (CISA3) dell’Università della California San Diego (UCSD), in collaborazione con il Comune di Firenze e di concerto con la sovrintendenza e l’Opificio delle pietre dure, il centro d’eccellenza di restauro italiano con base a Firenze.
I risultati della ricerca sono stati svelati in una conferenza stampa dal sindaco Matteo Renzi, dal vicepresidente esecutivo della National Geographic Terry Garcia, dal professor Maurizio Seracini dell’Università di San Diego, che da oltre 30 anni studia il mistero del Leonardo perduto. Presenti anche la sovrintendente per il Polo museale fiorentino Cristina Acidini e Marco Ciatti, sovrintendente dell’Opificio delle pietre dure.
Durante gli scorsi mesi, è stato ricordato, sono stati compiuti 6 fori, del diametro di pochi millimetri, in punti dell’affresco vasariano privi della pittura originaria apposta dal Vasari. Attraverso i fori è stata fatta passare una sonda endoscopica con una microtelecamera che ha scrutato, per la prima volta dopo 500 anni, cosa c’è dietro l’affresco vasariano e se è possibile rinvenire tracce della battaglia di Anghiari.
Seracini ha citato quattro prove a sostegno della presenza del dipinto. In primis il campione contenente materiale di colore nero, che è stato analizzato con tecnologia SEM-EDX (Microscopio elettronico a scansione con microsonda) che permette di identificare i componenti chimici. Il campione trovato dietro l’affresco del Vasari ha una composizione chimica simile ad un pigmento nero trovato nelle velature marroni della Gioconda e del San Giovanni Battista così come emerso dai risultati della ricerca effettuata dal Louvre sui dipinti di Leonardo presenti nella loro collezione. La Gioconda, ha sottolineato Seracini, è stata tra l’altro dipinta a Firenze nello stesso periodo della Battaglia di Anghiari.
Sono stati poi trovati frammenti di materiale rosso: una volta analizzati si è ipotizzato che siano frammenti organici che potrebbero essere associati a lacca rossa. Questo tipo di materiale non è in genere presente su pareti intonacate. Le immagini ottenute tramite la sonda endoscopica fanno capire inoltre che lo strato beige sul muro originale può essere stato applicato solamente con un pennello. Infine il gruppo di ricerca ha confermato l’esistenza di un vuoto inizialmente individuato tra la parete sulla quale Vasari ha dipinto il suo affresco e il muro retrostante attraverso indagini radar effettuate nel Salone. La scoperta suggerisce che Vasari potrebbe aver voluto preservare il lavoro di Leonardo erigendo una parete di fronte all’affresco di Leonardo. Nessun altra parete nella Salone presenta un vuoto come in questo caso.
“Ci dicevano che il lato era quello sbagliato, che era tutta una leggenda - ha dichiarato il sindaco Renzi -. Oggi la ricerca dell'ingegner Seracini e della National Geographic con l'Opificio delle pietre dure, a disposizione di tutta la comunità scientifica che qui è la benvenuta, dimostra che in Palazzo Vecchio sotto il Vasari ci sono colori, materiale organico, il nero che è lo stesso usato per la Gioconda, un'intercapedine. Queste sono le tracce della Battaglia di Anghiari. A nome della città di Firenze chiedo al Governo e al ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi di autorizzarci a verificare quanta ne è rimasta, in che condizioni si trova e a capire se possiamo riportarla alla luce per mostrare l’opera di Leonardo ai cittadini di tutto il mondo”.
“Grazie a questa ricerca - ha continuato - l’Opificio ci ha consegnato una mappatura completa dell’affresco vasariano che ci consente di avere chiari gli interventi di restauro ottocenteschi: proponiamo di partire da qui per la seconda fase della ricerca, di rimuovere, con le autorizzazioni ministeriali, queste aree non originali, così da continuare a non danneggiare un millimetro del Vasari ma anche da consentire di andare al di là di questi primi risultati. Si tratta di scegliere se cedere alla paura e ai tentennamenti o avere il coraggio di andare fino in fondo, eredi di una grande tradizione. Possiamo e dobbiamo dimostrare che la cultura non è un argomento da addetti ai lavori ma il punto di ripartenza di una comunità, di una città e di tutto il Paese”.
National Geographic Society ringrazia Once:
http://www.nationalgeographic.com/explorers/projects/lost-da-vinci/partners/
20 marzo 2012.
Grande successo, dimostrato dai dati auditel, per la trasmissione di lunedì scorso, 19 marzo, di "Voyager, Indagare per conoscere".
Argomento principale della puntata è stata la ricerca della "Battaglia di Anghiari" di Leonardo da Vinci.
Voyager ha seguito l'Ing. Seracini ed il suo team che, dal novembre 2011, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, portano avanti lo studio per la ricerca del maggior capolavoro perduto del rinascimento.
La puntata è stata aperta dall'intervista al Prof. Ricci, studioso della Regola di costruzione della Cupola del Brunelleschi.
La trasmissione ha raggiunto l'8,52% di share con 2.265.000 telespettatori.